Storia di Savona
Savona tra il 1900 ed il
1950
All'inizio del Novecento, il centro storico di Savona risulta
nel suo insieme ormai ben delineato nel suo aspetto, citiamo,
come esempio, una pubblicazione su Savona del 1905:
<<...la città nuova non ha più di
quarant'anni di vita, si presenta allo sguardo regolare
come una scacchiera, un lembo di Torino, con magnifiche
vie e piazze, prima fra tutte la piazza Principe Umberto
bella e spaziosa, ornata di giardini; seguono le piazze
Paleocapa, Sisto IV e Giulio II; sono ammirevoli la via
Paleocapa che corre diritta al porto, dirimpetto alla archeologica
e storica torre Leon Pancaldo; il corso Principe Amedeo,
uno dei più belli e simpatici della Liguria largo
diciotto metri che volge verso Sud ad un magnifico square
baciato dal mare, ritrovo prediletto di cittadini e dei
forestieri nella bella stagione; dall'una all'altra parte
frastagliano le arterie principali le vie Pertinace, Brusco,
Ratti, Niella, Montenotte, Verzellino, Manzoni, Guidobono
e altre, larghe circa quattordici metri ciascuna e tutte
indistintamente fiancheggiate da ampi edifici, con appartamenti
nei quali generalmente si trovano tutte le comodità
moderne, con negozi d'ogni sorta...>>.
All'inizio
del secolo si registra a Savona anche un discreto movimento
turistico: sull'arenile, nelle aree lasciate libere dagli
stabilimenti industriali, sorsero numerosi stabilimenti
balneari tra i quali i Miramare (che lasciarono il posto
alla stazione di partenza delle funivie Savona-San Giuseppe
negli anni Trenta) e i bagni Wanda che sorsero nel 1902
su Corso Colombo sotto la direzione tecnica dell'ing. G.D.
Antony (lo stabilimento balneare, un cafè chantan
che per vent'anni fu il centro di attrazione della borghesia
savonese, subirà gravi danni durante il periodo bellico
della Seconda guerra mondiale, per poi venire demolito nel
1943).
Il Novecento vede l'ultimo e definitivo allungamento del
Corso Principe Amedeo nella parte verso il monte (1915).
Per proseguire il corso dovette attraversare il giardino
De Mari e parte del borgo Alto. Tra il 1936 e il 1940 il
corso venne allungato ulteriormente per altri 220 metri
nel progetto di risanamento del vecchio Borgo d'Alto fino
a piazza Marconi.
Il borgo d'Alto era parte del borgo Superiore che si estendeva
sino a Villapiana; il fabbricato di maggior pregio del borgo
era il settecentesco palazzo De Mari (ora demolito); era
annesso al palazzo un vasto parco che si estendeva verso
la Villetta e verso la parte bassa della città.
L'area verso la Villetta, anch'essa antica proprietà
dei marchesi De Mari, registrò uno sviluppo a partire
dall'inizio del Novecento con la realizzazione degli edifici
lungo la strada che sale dalla via dei Mille, in seguito
si svilupperà la zona residenziale della Villetta
che continuerà negli anni del Secondo Dopoguerra
interessando le aree sottostanti al convento dei Cappuccini.
All'interno del centro storico della città si registra
la demolizione dell'antico quartiere Cassari nel 1938/39:
il quartiere dei Cassari era un rione ricco di storia tra
i più antichi di Savona; nel 1927 il podestà
di Savona decise di reperire un'area nel centro cittadino
per collocarvi il palazzo della Prefettura e la scelta cadde
sulla zona dei vecchi Cassari con la scusa di risanare una
zona malsana e degradata. Vennero demoliti palazzi ornati
di marmi e statue come il palazzo Brilla del 1880 in via
Caboto demolito nel 1938 e quello dei marchesi Assereto.
Lo sventramento si estese per circa 7 mila mq. e lo spazio
vuoto ricavato venne chiamato piazza del Re ed era pronto
ad accogliere gli edifici pubblici, ma gli eventi bellici
degli anni immediatamente successivi mandarono a monte i
progetti approntati; la Prefettura si trasferì infatti
nel secondo dopoguerra in piazza Saffi nell'ex sede della
federazione fascista costruita nel 1939; scomparve con la
demolizione del quartiere anche il tratto della via Garassino
fiancheggiante il duomo.
Nel centro storico ricordiamo ancora la costruzione del
mercato coperto in via Pietro Giuria (distrutto durante
i bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale), la sistemazione
della piazza ottogonale Cavallotti (1913), la sopraelevazione
e il rifacimento della facciata del palazzo antistante la
piazza Sisto IV dove trovò sede il palazzo del Comune
nel 1934 (la risistemazione della facciata del palazzo costò
la demolizione del giardino della piazza), la costruzione
sull'omonima piazza, del grattacielo Leon Pancaldo (per
la costruzione del grattacielo si demolì il monastero
di S. Agostino).
Fino ai primi decenni di questo secolo i collegamenti stradali
riguardanti Savona erano rimasti in condizione di grave
arretratezza tanto che il marchese Camillo Garroni, ex prefetto
di Genova, scrisse nel 1926:
<<... per le strade ordinarie della Liguria deve
ancora ringraziare Napoleone essendo a lui dovute la strada
cosiddetta della Cornice, e cioè lungo le rive del
mare. Questa strada, buoa nei tempi antichi, dato il poco
movimento di carri e carrozze, oggi è qualche cosa
di impossibile per la strettezza, per le pendenze, per le
giravolte e pei pericoli che presenta di fronte a burroni
e precipizi. Ne completa la situazione disgraziata la cattiva
manutenzione...>>.
La strada della Cornice non esisteva fra Savona ed
Albisola: tra queste due località mancava ancora
il collegamento costiero, un'aspirazione che per i savonesi
non si misurava a decenni, ma a secoli. Ancora negli anni
Venti del Novecento, per raggiungere Albisola, era necessario
usufruire del lungo e tortuoso percorso che, dall'attuale
piazza Diaz, attraverso la galleria del Garbasso saliva
in Valloria per discendere al ritano Termine. Fu nel 1906
che il Consiglio Comunale propose la costituzione di un
"consorzio per lo studio di un progetto di strada a
mare Savona-Albisola".
I lavori per la litoranea Savona-Albisola ebbero inizio
nel 1929 e fu inaugurata nel 1931.
Sono ancora da registrare due avvenimenti importanti per
l'economia savonese della prima parte del nostro secolo:
la costruzione del parco Vagoni Doria e la funivia Savona-San
Giuseppe. Gli studi per il nuovo scalo merci ferroviario
iniziarono nel 1880; la scelta ricadde poi nella zona delle
Fornaci: a monte del parco ferroviario verrà costruita
la strada di circonvallazione via Stalingrado che si innesta
in corso Tardy e Benech per raggiungere il porto: a ridosso
della strada verranno costruiti grandi stabilimenti industriali
come la PetrolCaltex e la Ferro Bates tutte e due del 1930.
Le funivie furono progettate dagli ingegneri Antonio Carissimo
e Giovanni Crotti nel 1912: la funivia da Savona a San Giuseppe
di Cairo era la più lunga d'Europa; per l'impianto
della stazione di partenza venne scelta la zona di mare
dove da decenni erano attivi alcuni stabilimenti balneari
tra i quali i Miramare. Le funivie costituirono, soprattutto
con il raddoppio della linea aerea attuato nel 1936, un
impianto di notevole importanza.
Gli eventi bellici del secondo conflitto mondiale, con i
bombardamenti aerei sulle città inermi, condannarono
alla quasi totale distruzione di uno dei più antichi
quartieri cittadini, quello della Calata, conservatosi intatto
fino agli inizi degli anni Quaranta. Nel 1942 venne gravemente
colpita la parte della Quarda e il mercato coperto l'anno
successivo è irrimediabilmente danneggiato tutto
il quartiere dalla Quarda, al Brandale e a Caricamento:
crollano o sono gravemente danneggiati numerosi edifici
compresi il trecentesco Palazzo di Giustizia nonchè
il palazzo della Camera di Commercio e del mercato coperto.

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