Storia di Savona

Savona nella prima metà del XIX secolo

sovrapposizione mappa della cittą 1750-oggi

Urbanisticamente la città, nei primi decenni dell'Ottocento, era ancora chiusa entro il suo vecchio ed angusto perimetro della cinta muraria: una cerchia urbana che non differiva da quella dei secoli precedenti dove le case ed i palazzi dei nobili coesistevano con le abitazioni spesso cadenti della maggior parte della popolazione, anche se già in precedenza si erano registrati modesti tentativi di costruzione fuori le mura, ma si trattava di ville patrizie o case coloniche sparse negli immediati dintorni del perimetro urbano.

Nonostante l'incremento demografico della popolazione di Savona che che dal 1801 al 1865 passò da 10.600 a 18.400 abitanti, il tessuto edilizio della città rimase pressochè immutato, nuovi appartamenti vennero ricavati dalle trasformazioni interne degli edifici, dagli accorpamenti e sopraelevazioni delle antiche schiere mediomedioevali

Scrive in quel periodo, lo storico Garroni:

<<... case piccole, meschine di forme, ignobili e sudicie, sparse di torri mozze, intersecate da calli strette e tortuose e lastricate di mattoni, dalle quali, causa la loro struttura, erano banditi i raggi del sole, tra i quali serpea un aere umido, freddo e stantio...>> 

Si registrano in questo periodo, all'interno della città, solo sporadiche iniziative di rinnovamento urbano come il livellamento di vie cittadine e l'esecuzione di nuovi lastricati.


Dal 1825 al 1848 vennero abbattute le mura cittadine a cominciare dal tratto antistante S. Agostino e la Quarda fino alla porta di San Giovanni con la realizzazione della attuale piazza Diaz, nonchè l'apertura della galleria del Garbasso (l'apertura della galleria migliorò notevolmente i collegamenti con il levante, prima di allora, fino al 1829, bisognava salire per la via dei Cappuccini e per Ranco e il Bosco delle Ninfe, per arrivare ad Albisola).

in giallo: edificato 1750 -- bianco/contorno nero: situazione attuale
dal confronto delle due planimetrie (1750 e oggi) si evidenziano i drastici tagli all'interno del tessuto urbano di origine medioevale a seguito degli inserimenti degli assi viabilistici ottocenteschi delle vie Paleocapa e Pietro Giuria e la costruzione di alcuni edifici moderni (di discutibile qualità architettonica) nell'ambito dei vuoti creati dalle distruzioni dei bombardamenti aerei del secondo conflitto mondiale, vedi ex quartiere dei Cassari e della Calata.

 

Con la copertura del fossato delle mura si realizza, tra il 1833 ed il 1839, la passeggiata delle Lizie a ponente della città, un viale alberato destinato al passeggio.
Nonostante il momento di stasi all'interno della città, vengono migliorati i collegamenti extraurbani come la strada da Savona ad Acqui, il miglioramento del collegamento costiero, della via per il Santuario, della strada verso ponente della Consolazione a Legino (oggi, via alla Rocca di Legino), ed il già citato collegamento con il levante che dalla piazza del mercato (oggi, piazza Diaz) saliva alla galleria del Garbasso e, passando sotto il convento di San Giacomo, andava verso Albisola.



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