Storia di Savona
Storia di Savona prima del
XIX secolo
Le
origini di Savona, confondendosi con quelle del popolo ligure,
rivelano certamente l'origine autoctona, mediterranea e
marina dei suoi primitivi abitanti, fieri, tenaci, laboriosi,
esperti nella navigazione e nei commerci.
Il primo dato sicuro che si ha sulla storia savonese, riguarda
la parte attiva presa dalla città nella seconda guerra
punica a fianco della potente cartagine e ci rivela per
la prima volta la fatale rivalità con Genova, allora
alleata dei Romani, rivalità che dominerà
la storia ligure.
La conquista romana e la valorizzazione di Vado, dominante
la rada e punto convergente della strada di Genova con quella
transalpina per Acqui e Tortona, fanno passare per molti
anni Savona in seconda linea, ma, con il decadere della
romana Vado, il centro economico e militare della regione
si sposta nella rupestre posizione di Savona, elevata a
Contea, dopo la distruzione del regno longobardo per opera
di Carlo Magno e poi a Marca degli
Aleramici
che portano gloriosamente sul mare le armi Savonesi.
In tal periodo la città conosce i suoi primi splendori:
si intensificano i traffici ed i commerci, si da nuovo impulso
alle civiche istituzioni, sorge l'ospedale, il mercato,
la cinta murata e si sviluppa il porto.
Nel XII secolo iniziò la costruzione di un nuovo
porto artificiale intorno al quale si svilupperà
il centro storico medioevale della città: prima il
lungo isolato della Scaria, poi la costruzione di altri
isolati tutti allungati e disposti secondo un impianto a
formare quasi un anfiteatro sulla Darsena collegati da strade
strette radiali che assumono spesso la struttura di archivolti.
Fu in occasione della guerra con Genova che vennero costruite
nuove mura intorno alla città. Le mura del XII secolo
arrivano fino alla porta del mercato cioè a Nord-Ovest
della attuale piazza della Maddalena fino alle propaggini
del Monticello dove si apriva la porta Foria, la cinta scendeva
poi verso il mare passando presso l'attuale piazza
Leon
Pancaldo
.
Da questo momento per la cittadella sul Priamar iniziò
un lento e progressivo distacco dalla vita attiva e commerciale
della città che si protrarrà per oltre un
secolo fino a quando la cittadella assumerà il ruolo
di centro religioso.
La città medioevale continuerà a crescere
su se stessa all'interno della cerchia muraria dove troveranno
sede anche numerosi palazzi nobiliari e torri gentilizie,
negli atti notarili del 1178-1217 ne sono segnalate oltre
cinquanta.
Cesare Garrone ci restituisce, con toni sin troppo marcati,
una descrizione della città in epoca medioevale,
che ci riporta in un periodo in cui la città soffre
di una grave crisi economica e sociale, stretta e soffocata
dentro le mura cittadine:
<<... La vecchia Savona in angusta cerchia di mura
che stringevano il cuore, avea, salvo alcuni palazzi di
questo nome, case piccole, meschine di forme, ignobili e
sudicie... intersecate da calli strette e tortuose...>>.
Una lettera del Petrarca (1304-1374), menzionando la città
di Savona, ci restituisce invece, questa descrizione:
<<.....egregia terra, città bellissima,...già
di vederti io mi fui lieto e ti ammirai per l'amenità
del tuo cielo e della tua postura..>>.
Il tracciato delle mura trecentesche, con un percorso di
quasi 2.500 metri, dà una forma compiuta alla città,
bloccandola in una serrata struttura topografica in cui
domina il tipo a schiera e che rimarrà inalterata
per tutto il Medioevo costituendo anzi il limite massimo
del suo perimetro, non più superato per quasi cinque
secoli.
Fuori le mura cittadine sorsero cinque borghi: il piccolo
nucleo di case fuori porta Foria progressivamente cancellato
dalle fortificazioni del castello dello Sperone, il borgo
Superiore o di San Giovanni lungo la strada per Lavagnola,
una zona intensamente coltivata ad orti, il borgo Inferiore
o di Porta Bellaria esteso fino al ponte delle Pile, il
Borgo della Foce e il borgo del Molo sul molo di S. Erasmo;
subito fuori la città verso il Letimbro, oltre porta
Bellaria, si incontra la località Fontanigum con
orti, vigneti, oliveti e solo poche case, dopo la quale
la strada raggiunge la zona delle Pile (attuale Consolazione);
a Sud di questa zona abbiamo un terreno acquitrinoso per
l'irregolare corso del fiume suddiviso in più rivoli;
all'estremo Nord il terreno è molto accidentato con
la costa che scende a picco sul mare verso Albisola.
Nel suo insieme la città murata costituisce un compatto
agglomerato di edifici; riprova di ciò è il
fatto che i più importanti insediamenti religiosi
del 1400 sono costtretti a trovare posto fuori dalla cinta,
in zone suburbane o, addirittura, in aperta campagna: è
il caso di N. S. della Consolazione, degli Agostiniani,
di S. Giacomo e del monastero della Certosa sorto nel 1480
sul colle di Loreto.
Troviamo, nel 1511 un'altra descrizione della città
di Savona, di Francesco Grassetto, cappellano delle galee
venete che nel 1511 vennero a Savona, che ci illustra una
città che, uscita dai secoli bui del medioevo, grazie
a numerosi interventi edilizi, ritorna più accogliente:
<<...Città deliziosa, ha cinque porte che
danno sul mare e quattro sulla terra ed è amena di
palagi e di giardini ...>>
D'altro canto la città viene scelta per un incontro
tra i regnanti di Francia e Spagna nel 1507 sotto la tutela
del Papa Giulio II. (vedi "S.Maria Assunta di Priamar"
di Maria Saettone Mauri - Editrice Liguria).
Dal
1528, anno della definitiva resa di Savona a Genova, avrà
inizio una lunga serie di interventi traumatici che incideranno
pesantemente nella città come
il
riempimento del porto (1528)
e la completa distruzione della cittadella del Priamar (1542-44).
Nel 1542 Genova decide la costruzione di una nuova grandiosa
fortezza proprio sul colle del Priamar: tutt'intorno al
perimetro che comportò la demolizione di diverse
torri, case e del complesso conventuale di San Domenico.
Fuori città, nella valle di San Bernardo, venne costruito
il primo nucleo del Santuario e degli Ospizi ad esso annessi
dopo l'evento dell'apparizione della Madonna della Misericordia
nel 1536. Attorno all'edificio verrà a crearsi un
piccolo centro urbano all'interno della valle del Letimbro.
La città nel 1600 subisce un forte spopolamento mentre
nella campagna circostante si costruiscono residenze di
pregio come palazzo Multedo ai Folconi, palazzo Corsi a
Monturbano, palazzo Cambiaso e Riario al Borgo Superiore,
Palazzo Imperiale e Grassi a Lavagnola, Palazzo Gavotti
e Palazzo Spinola a Legino.
In città si vanno ad insediare invece quelle istituzioni
religiose precedentemente ubicate sul Priamar; si costruisce
anche la cattedrale nel 1589.
Tra il 1626 ed il 1633 vengono costruite le fortificazioni
esterne della città con la demolizione di un centinaio
di case.
Dopo la demolizione del borgo di Porta Bellaria, avvenuta
nella secona metà del Seicento, le numerose fornaci
di ceramiche che vi erano, si trasferirono nel Borgo di
San Giovanni, unica zona in tutta Savona dove si costruirono
edifici; nel resto della città fino al XIX secolo
non vi furono altro che lavori di ristrutturazione o demolizione
(nel 1693 per ampliamento delle difese esterne della fortezza
Priamar, vennero abbattute 60 case).

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