Storia dei quartieri di Savona

Storia del quartiere della Darsena Vecchia
La Darsena Vecchia è ancora oggi com'era nell'Ottocento e nei secoli precedenti. Non è mutata nella sua forma; è mutata parzialmente nella parte verso la città perchè la Seconda Guerra Mondiale, nel suo triste passaggio, ha mutato il volto della vecchia calata sostituendo le piazze, le strade e gli edifici secolari con gli attuali moderni fabbricati e con la nuova ampia arteria.
antica immagine della Vecchia Darsena
Ma quelli che furono per secoli gli aspetti caratteristici della Vecchia Darsena, i bastimenti a vela che attraccavano per le operazioni commerciali o per i lavori di carenaggio e raddobbo, sono panorami irripertibili, panorami che abbiamo voluto fissare nelle immagini.
Forse con la vela è tramontato un mondo fatto di "legni" e di marinai, scomparso per lasciare il posto ai colossi del mare.

Origini della Vecchia Darsena
La Darsena Vecchia risale, nella completa forma attuale, al 1230, ma già dai secoli precedenti i moli che la compongono andarono gradatamente formandosi.
Già dal Mille, infatti, era completamente ultimato il molo di S. Erasmo (che in parte costituisce ancora oggi il tratto della calata sottostante la "Terrazzetta"), iniziato intorno all'Ottocento (con i primi 160 metri che, dalle falde della rocca di S. Giorgio, si spingeva in direzione greco-levante per proteggere lo specchio acqueo dai mari di libeccio) e prolungato, due secoli dopo, con offerte e lasciti testamentari dei cittadini, sino a 320 metri, raggiungendo grosso modo l'attuale piazza Rebagliati.

A partire dal 1190 si provvide alla costruzione del primo tratto di un molo perpendicolare a quello di S. Erasmo come quello delle Casse.
Si ottene, in tal modo, la formazione della darsena che rimane ancor oggi delimitata dalle opere originarie, spaziosa ed adatte a tutte le operazioni commerciali e di sicuro rifugio per le galee ed i navigli di minore portata, durante le mareggiate e le tempeste.
In questa grandiosa ed imponente opera, finanziata con capitali pubblici e privati, si riconosce l'attività e l'intraprendenza di un popolo che si avviò alla vita tutta marinaresca e mercantile nel corso dei secoli.
Era completato il porto di Savona che avrà le principali cure della Repubblica savonese ed una parte di primo piano nella storia della Liguria.
Infatti, fino a che la darsena ed il porto furono al servizio dei traffici mercantili, rappresentando uno dei migliori e più sicuri approdi del Mediterraneo, il comune savonese conobbe il periodo di maggiore prosperità (compreso tra il XIII e l'inizio del XIV secolo) e solo con la distruzione del porto e con la parziale inattività della Darsena, si ebbe la decadenza di Savona: una crisi che doveva protrasi per più secoli.

1528: distruzione del porto
Nel corso della lunga esistenza della darsena vanno ricordate alcune date. Quella del maggio 1529 quando i genovesi, nell'opera di distruzione del porto savonese (protrattasi dal novembre 1528 al giugno 1529) interrarono parzialmente anche la darsena con i rottami delle mura adiacenti a quelle, numerose, dei secoli successivi quando, a causaa dei continui interramenti provocati dalla distruzione delle opere di difesa, la darsena si trasformò spesso in una grande palude.

Il 15 aprile 1634:<<...la bocca della darsena si riempì di arena, cosiccè non solo restò affatto chiuso l'ingresso a qualsiasi picciol naviglio, ma anco era libero il passaggio a ciascheduno a piedi asciutti dalle Casse a Santa Lucia, sì come tutti vi passavano...>>.

Fu la prima di una serie di ostruzioni, totali o parziali, che limitarono fortemente l'attività del superstite bacino portuale anche perchè la mancanza di opere protettive contro l'invasione delle sabbie e l'assenza di convenienti dragaggi, resero la darsena inagibile per lunghi periodi.
Non si trattava più di mantenere in efficienza il porto, o almeno quello che ne rimaneva, per la necessità dei traffici e dei commerci, ma il problema era quello di far defluire le acque che stagnavano in quella palede e che minacciavano la salute dei cittadini.
La situazione di disagio continuò per un lungo periodo, solo con le opere realizzate nella seconda metà del XVIII secolo, che posero fine alle deleteree distruzioni all'imboccatura del porto, si potè disporre nuovamente di un sicuro rifugio, anche se i fondali rimasero, per qualche tempo, alquanto modesti.
Con i nuovi moli realizzati nello specchio acqueo portuale nel XIX secolo, anche la Vecchia Darsena potè considerarsi definitivamente al riparo dal flagello degli interramenti che, per secoli, ne avevano condizionato l'esistenza.

La Vecchia Darsena nel XIX secolo
Nella seconda metà dell'Ottocento una nuova attrezzatura potenziò la darsena: nel 1873 vennero costruiti due moli per l'impianto di uno scalo d'alaggio per la cui gestione si formò una società anonima.
Lo scalo favorì notevolmente le riparazioni navali mentre le costruzioni di nuove unità stavano progressivamente scemando.

Mentre stanno scomparendo le vele, sono i piroscafi che sostano nel vecchio bacino portuale, soprattutto per eseguirvi le necessarie riparazioni all'interno dello scafo o sopra la linea di galleggiamento e fanno la loro comparsa le niove unità da guerra e da vigilanza costiera.

La Vecchia Darsena oggi
Scomparse le vele ed i vecchi piroscafi in riparazione nella Vecchia Darsena, l'attuale panorama vede, accanto ad i pescherecci a motore, agli scarsi rimorchiatori ed alle modeste unità in allestimento, le imbarcazioni da diporto, destinate a soppiantare sempre più gli altri mezzi nautici stazionati nella sicura darsena e che rappresenteranno, quasi certamente, le componenti del futuro panorama dato che la naturale destinazione di questo specchio acqueo può essere considerata quale porto di rifugio e di armamento delle imbarcazioni da diporto nautico.

Di fronte alla città storica, dall'altra parte dello specchio acqueo della Vecchia Darsena, sorgono alti edifici plurifamiliari risalenti al periodo inizio- prima metà XX secolo.
Accanto agli edifici residenziali, troviamo l'imponente costruzione del'autosilo.
Recentemente nell'area sono stati ultimati lavori di riuso e ristrutturazione di vecchi capannoni industriali, lavori di risistemazione della piazza antistante lo specchio acqueo, la creazione di un ponte sospeso pedonale a collegamento della via Gramsci con la zona dell'autosilo



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