L'arte nella Provincia di Savona
La
frammentarietà delle testimonianze più antiche
caratterizza anche questa zona; interessanti resti preistorici
(Arene Candide, Grotta delle Fate), protostorici e romani
sono esposti a Finale Ligure presso il Civico Museo del
Finale, mentre materiale epigrafico e scultoreo romano,
bizantino e longobardo è conservato al Civico Museo
lngauno di Albenga. Sempre ad Albenga è collocato
il massimo monumento di età paleocristiana della
Liguria: lo splendido battistero a sistema centrale e pianta
poligonale decorato da mosaici la cui costruzione risale
al V-Vl secolo.
Per quanto riguarda l'architettura sacra romanica significativa
è la chiesa di S. Paragono a Noli che risente della
coeva produzione lombarda.
I resti medioevali sono frequenti soprattutto nei centri
dell'entroterra dove si trovano case, torri, mura, castelli
ben riconoscibili e soprattutto campanili che rappresentano
un passaggio tra le forme romaniche e quelle gotiche (Finale
Pia, Gorra, Varazze).
La pittura è piuttosto interessante; negli ultimi
decenni del trecento intatti l'attività di Barnaba
da Modena, Taddeo di Bartolo e Nicolò da Voltri interviene
anche in questa zona.
A partire dalla metà del quattrocento due centri,
Savona e il marchesato di Finale, reagiscono al gusto goticheggiante
che persiste nei borghi e sulla riviera. Savona in particolare
contende a Genova i migliori artisti oggi presentì
nella sua Pinacoteca
Civica; citiamo ad esempio Donato de' Bardi, Vincenzo
Foppa, G. Mazone. Interessante inoltre la produzione plastica
dei D'Aria che lavoreranno spesso in portali istoriati alla
Genovese.
Savona risente in questo secolo del mecenatismo di Giuliano
della Rovere, il futuro papa Giulio Il che commissiona uno
splendido palazzo a Giuliano da Sangallo, un trittico per
la cappella di Sisto IV al Mazone e gli stalli istoriati
per la cattedrale ad Anselmo de Fornari.
lnteressanti alcune costruzioni dello stesso secolo nel
finalese: il campanile ottagonale di S. Biagio a Finalborgo,
la torre diamantata di Castel Gavone e la particolare chiesa
dei Cinque campanili a Perti.
In seguito tutto il savonese risentì molto dell'influenza
di Genova che costruì tra il 1542 e il 1543, sulle
preesistenti vestigia, la fortezza del Priamar nel porto
di Savona.
Il ristagno dell'attività artistica è evidente
anche nel Santuario
di Nostra Signora della Misericordia, la maggior impresa
architettonica del XVI secolo che mantiene moduli antiquati.
Nell'ultimo quarto del cinquecento si stacca da questa piattezza
Loano, feudo prediletto dei Doria, dove il Palazzo comunale
e il Convento di Monte Carmelo risentono dei moduli alessiani
importati da Genova.
Savona nel 1600 rifiuta i grandi artisti genovesi e crea
un'isola romana in Liguria acquistando dipinti per le sue
chiese a Roma. A Finale invece, passata alla Spagna nel
1598, si assiste alla costruzione delle due sontuose parrocchiali
di S. GIovanni Battista alla Marina e di S. Biagio nel vecchio
borgo.
All'inizio del settecento l'architettura presenta, come
nella Liguria più occidentale, schemi maggiormente
liberi e movimentati come ad esempio nelle parrocchiali
di Loano ed Arenzano, opera dei Ricca.
Per quanto riguarda l'architettura civile non si può
dimenticare il più importante esempio di barocchetto
ligure -villa
Gavotti - che il doge F.M. della Rovere derivò
da un precedente edificio quattrocentesco e la bella villa
Faraggiana.
Per quanto riguarda la pittura di questo secolo tutte le
chiese della zona sono ricolme di opere di pittori e scultori
genovesi. Solo Savona continua a far capo a Roma, e il maggiore
pittore savonese dell'epoca, Bartolomeo Guidobono (1854-1709),
si trasferisce presto a Genova.
Accanto
alle cosiddette arti maggiori procede in tutti questi secoli
la produzione ceramica, fiorente fino alla fine del '700,
che nelle celebri fabbriche di Savona ed Albisola si valse
spesso della collaborazione di pittori locali. Esempi molto
interessanti di questa attività sono conservati ad
Albissola
Marina al Museo del Centro Ligure per la Storia della Ceramica
e nelle collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio di Savona.
Per quanto riguarda la scultura lignea è da ricordare
l'attività di Filippo Martinengo e Antonio Brilla,
continuatori della tradizionale produzione del Maragliano
per le confraternite.
Nel nostro secolo non si può dimenticare l'attività
di Arturo
Martini che operò a lungo a Vado Ligure, dove
sono raccolte alcune delle sue opere nel Civico Museo di
Villa Groppallo, e la presenza di molti grandi artisti italiani
moderni e contemporanei nelle fabbriche di ceramica di Albisola.

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