Storia del Santuario del Deserto di Millesimo
In
questa valle già chiamata del Deserto nel 1500, si trovano
solo boschi di castagno, unica risorsa di questo luogo fino al 1950
circa. In questi boschi erano presenti degli essiccatoi, delle piccole
case in muratura con all’interno una grata sul quale venivano appoggiate
le castagne che si facevano seccare. Proprio su uno di questi essiccatoi,
di cui è testimonianza della reale esistenza una parte del
muro interno, presente dietro l’altar maggiore, era stata dipinta,
da uno sconosciuto, molto rozzamente, la Madonna con il Bambino
seduta su di un trono. Nel 1724, per uno dei sentieri che collega
la Liguria con il basso Piemonte, camminava una donna con suo figlio
cieco e muto dalla nascita. Quella madre giungeva da Finale Ligure
e doveva raggiungere la città di Ceva, dove aveva saputo
che c’era un dottore che curava i ciechi. Alla sera, giunta presso
la Madonna del Garbazzo o delle tre fonti, chiamata anche così
perché questo luogo è ricco di acqua, e avendo trovato
quell’essiccatoio dove poter dormire, si era messa a pregare davanti
alla sacra effigie, forse chiedendo aiuto per il lungo cammino che
doveva ancora compiere e forse per ottenere la grazia della guarigione.
La mattina seguente la donna pregò ancora la Madonna del
Deserto e, ripartendo, il figlio, che mai parlò e mai vide,
le disse: «Mamma come sei bella!». Ecco il grande miracolo.
La donna corse verso la frazione che rimane ai piedi della valle,
annunciando il fatto. Si cominciò allora, da ogni luogo,
a raggiungere la Madonna del Deserto che ha compiuto e compie ancora
ora miracoli e grazie. Nel settembre 1726 venne dato dal Vescovo
di Alba, diocesi che comprendeva la Valle del Deserto, il permesso
per la costruzione della prima chiesa cui è stato dato il
titolo di SS. NOME DI MARIA. Nell’inverno tra il 1726 e il 1727,
la chiesetta venne costruita e finita dai fedeli delle zone vicine
che lavorarono instancabilmente. Il 22 maggio 1727, lunedì
dopo Pentecoste, la chiesa venne benedetta e si celebrò la
Prima Messa alla quale partecipò una folla di 5.000 persone.
Nel 1796 la Rivoluzione francese danneggiò la chiesetta distruggendo
ogni documento storico e incendiando quadri e altri oggetti di pietà
e di valore, questo per due volte. Fortunatamente la chiesa si salvò
e venne restaurata nelle parti rovinate. Per la mancanza di spazio,
dovuta alla molteplice folla che giungeva al Santuario, nel 1867
si pensò di costruire un Tempio più grande. Il Santuario
attuale, a forma di croce greca, con una navata centrale dove sono
disposti otto piloni ad esagono, ai lati due cappelle e con una
cupola rotonda alta, da terra, 53 metri, è stato terminato.
Nel 1893 ci fu la prima incoronazione della Madonna e del Bambino,
concessa dal Papa sotto la domanda di Monsignor Placido Pozzi, al
tempo Vescovo di Mondovì. Per abbellire al meglio il nuovo
Santuario, dal 1946 al 1952 il Canonico don Ruffino, all’ora rettore,
fece dipingere l’abside dal Maestro Adalberto Migliorati. Le feste
principali del santuario cominciano dalla seconda domenica di settembre
e, dal 1994, proseguono fino alla prima domenica di ottobre. All’interno
del santuario sono presenti anche due collezioni di quadri ex -
voto: una al carboncino del pittore millesimese Giuseppe Barlocco
e una su tela del pittore cairese Carlo Leone Gallo. Sempre adiacente
al santuario c’è anche una mostra fotografica dove sono stati
radunati alcuni documenti storici e fotografie d’epoca per ripercorrere
un po’ la storia. L’organo presente in santuario è stato
costruito nel 1855 dai fratelli Agati di Pistoia.
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