Storia di Cairo Montenotte
Il
ritrovamento di manufatti litici conferma che il territorio cairese
fu abitato dall’uomo almeno fin dal neolitico. Ci sono prove sicure
di insediamenti romani. Lungo l’antica strada Aemilia Scauri sorse
Canalicum, con funzioni di mansiones o stationes fra Vado ed Acqui.
Il nome di Cairo compare in documenti ed atti ufficiali, per la
prima volta, nel 911 e viene citato anche in tre diplomi imperiali
redatti fra il 998 ed 1004. Nel 1091 Bonifacio del Vasto diventa
padrone di Cairo. Nel 1213 San Francesco d’Assisi transita per
il borgo valbormidese mentre è in viaggio per la Spagna.
Ed è proprio nel XIII° secolo che viene edificato il
Convento Francescano delle Ville probabilmente per volontà
dello stesso Ottone, signore del luogo. I territori cairesi restano
nelle mani della famiglia Del Carretto fino al 1322, quando subentrano
nella proprietà i fratelli Scarampi, ricchi commercianti
d’Asti diventati nobili.
Agli inizi del ’400 subentra un periodo di forte instabilità
politica con guerre e saccheggi. Sotto il controllo del marchesato
del Monferrato e del ducato di Milano, il territorio cairese viene
coinvolto e sconvolto dalle guerre fra le truppe imperiali e quelle
francesi fino alla pace di Chateau-Chambresis del 1599.
Nel 1625 e nel 1637 il borgo è bombardato, attaccato e
saccheggiato dai Savoia in guerra contro Genova.
Cairo, con la pace di Vienna, che chiude la Guerra di Successione
spagnola, nel 1735 viene annesso al Regno di Sardegna. A fine
secolo, nel 1796, si combatte a Cairo la battaglia che l’11 e
12 aprile vede Napoleone cogliere la sua prima vittoria nella
Campagna d’Italia e che rapprenta tuttora l’evento internazionalmente
più noto che ha visto protagonista la cittadina valbormidese.
Nei diciotto anni di dominio francese, sotto l’illuminata direzione
del prefetto Chabrol de Volvic, il vasto dipartimento che comprende
Savona, Asti ed Acqui si chiamerà Dipartimento di Montenotte.
Nel 1814 questi territori ritornarono sotto il dominio dello Stato
dei Savoia. Con decreto del Re Vittorio Emanuele II°, il Comune
di Cairo fu autorizzato ad assumere la denominazione di Città
di Cairo Montenotte a ricordo della battaglia di qualche anno
prima.
Dai primi anni di questo secolo inizia un fenomeno di progressiva
industrializzazione, che ha le sue premesse nella costruzione
della ferrovia e della funivia. La funivia soprattutto trasforma
Cairo nel retroterra portuale di Savona e rende interessanti ed
appettibili i terreni ad essa circostanti per attività
industriali.
Gli anni trenta furono il momento più intenso sviluppo,
quando vennero costruiti gli stabilimenti più importanti.
In questo stesso periodo aumenta rapidamente la popolazione residente
che nel giro di vent’anni passa da poco meno di seimila unità
ad oltre dodicimila. Si tratta di una mutazione decisiva. Cairo,
da centro agricolo, diventa un grande polo industriale, fra i
più importanti della Provincia di Savona.
Tra i suoi concittadini Cairo, ha dato i natali nel 1838 a Giuseppe
Cesare Abba: garibaldino, eroe delle Guerre d’Indipendenza e scrittore.
Partecipa con Garibaldi alla vittoriosa spedizione dei Mille che
si conclude con la riunificazione del territorio nazionale e consente
l’incoronazione di Vittorio Emanuele II quale Re d’Italia. Nel
1866 partecipa alla 3ª Guerra d’Indipendenza e nella battaglia
di Bezzecca si guadagna la medaglia d’argento al valor militare.
Fu fra i fondatori della Società Operaia di Mutuo Soccorso.
Sindaco di Cairo negli anni ottanta. Insegnante per molti anni
all’Istituto Tecnico di Brescia. Sono molto note le sue opere
sull’impresa dei Mille. G. C. Abba ha scritto: Da Quarto al Volturno;
La storia dei Mille; La vita di Nino Bixio; Le rive della Bormida;
Care vedute garibaldine; Le noterelle di uno dei Mille; Le Alpi
nostre; Pagine di storia; Uomini e soldati. Abba morì nel
1910.
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