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Dalla guida Genova e la riviera ligure di Orlando Grosso (1951): Da Noli a Varigotti

Noli

Noli panoramaAttraverso la strada costiera tagliata nelle rupi fiorite di violaciocche , arriviamo a Noli, la piccola città turrita che associò la sua bandiera, croce bianca in campo rosso, fedelissima, a quella di San Giorgio. La rivalità delle due città marinare, Savona e Noli, nei riguardi di Spotorno è comprensibile, come la sua relazione con Genova.
Chiusa fra i monti rocciosi e il mare, dal mare dovette ricavare le risorse di vita e Antoniotto da Noli (secolo XV), scopritore delle isole di Capoverde, è prodotto tipico di quella antica cittadina che Dante vide ed eternò nel suo divino poema. Giordano Bruno vi insegnò grammatica e cosmografia.

Noli pescatoriNoli è la stazione "Ad Novalia" della tavola Peuntigeriana e la sua importanza crebbe nei primordi del Cristianesimo, per essere stato il rifugio di Sant'Eugenio vescovo, suo patrono, profugo dall'Africa, sfuggito alle persecuzioni dei Vandali.

Noli fu distrutta dai Rotari, con altri paesi del finalese, fece parte della marca Aleramica, partecipò alle Crociate, entrò in contesa con i Marchesi del Finale e seguì poi le vicende storiche di Genova.

Noli il castelloNoli si presenta ancora nel suo aspetto medioevale, con il castello (secolo XI) a pianta rettangolare con torre centrale, con la cinta di mura difese da torri semicircolari che, dalle pendici a mare del monte Orsini, salivano al castello, scendendo poi nella pianura dove si apre la porta S. Giovanni (fresco dell'Annunciazione secolo XV) e il varco per il ponte, difeso da torri, sul torrente circondando poi il paese fino al mare, dove la porta turrita fu demolita per aprire la via provinciale.

Sotto il Castello, in alto sul monte, sulle gradinate a ripiani, sono i ruderi delle antiche abitazioni e difese a un tempo, vero borgo fortificato e munito in ogni casa.

Noli le torriLe torri di Noli nel Duecento sommavano a settantadue. Ne rimangono cinque: la Ganduglia, la Garzoglio, la Papun, la S. Antonio, la S. Giovanni e altre sono riconoscibili nelle vecchie case per la robusta base in muratura e i piani in mattoni, alcune trasformate in abitazioni con giardini pensili.
Molte sono le logge e le case con portici e case del secolo XIII munite di bifore, di trifore con basamento in pietra, con colonne e corpo in mattoni, si trovano nella cinta cittadina.


Noli San ParagorioPresso il piazzale della ex-stazione ferroviaria (oggi trasformato in parcheggio), vediamo la chiesa di San Paragorio (secolo IX). Vi si entra da un portichetto (secolo XV) ai cui lati sono tombe paleocristiane dei secoli VIII e IX e nell'interno la cripta, l'ambone, il fonte battesimale ricostruito (si notano i resti primitivi), freschi del secolo XIV, un polittico di carattere paesano (secolo XV), il Volto Santo, simile a quello di Lucca, la cattedra lignea del primo vescovo della Diocesi (1239).
Vi è annesso un piccolo museo con urne romane, lapidi, marmi e cimeli.

Noli San Paragorio internoLa cattedrale, dedicata a S. Pietro aposolo, è del secolo XIII come lo dimostrano il campanile e i muri perimetrali; trasformata nel secolo XVII, fu affrescata dal De Maestri. I quadti sono dello spagnolo Vincenzo Soarez.

Nel tesoro si ammira il reliquiario di S. Eugenio, magnifico lavoro dell'oreficeria gotica, di artigianato locale e di influenza lombardo-senese, decorato da smalti traslucidi, datato 1430: esso contiene una tibia del santo. Vi sono pure conservati una Croce processionale d'argento datata 1417, con da un lato il Padre Eterno, la Vergine, San Giovanni Evangelista e la Maddalena, dall'altro l'Agnello pasquale, i simboli degli Evangelisti e lo stemma di Noli: il Palio di S. Eugenio (secolo XV) e l'urna di S. Eugenio (urna barbarica) di marmo con leoni che cacciano i cervi, con aggiunta al centro la figura del santo Patrono ritto sullo stemma di Noli (marmo colorato, secolo XV).


Noli i carrugiAltre chiese sono: quella di S. Francesco, che appartenne ai Cavalieri di Rodi, in cui troviamo un polittico della Crocifissione di Balbo Pavese; la chiesa di S. Margherita sul Capo Noli (secolo XI) vicino ai ruderi del romitaggio dei Cavalieri di Rodi; la chiesa di S. Michele sul monte omonimo. Ancora memorie, pergamene e bandiere di Noli si conservano nel palazzo del Comune.

A malincuore si lascia questo paese di marinai e di pescatori, dai vicoli stretti, con vechie case sorrette da archi di controspinta, per la poesia che lo circonda.


A chi si intesessa della pristoria ricordiamo che a Spotorno si trova la grotta del morto e, sopra il Capo di Noli, la grotta del Garbasso nella quale si osservano resti di abitazioni antiche.

Dal libro LIGURIA, collana Meravigliosa Italia, enciclopedia delle regioni: Noli, antica e medioevale
<< Per percorrere tutta Noli a piedi, da oriente a occidente, vi bastano dieci minuti; altrettanto, e forse meno, da nord a sud...Ma quanta storia, per secoli, si è svolta in quel breve spazio! E' la staria di una piccola Repubblica che, fiera della sua autonomia, fu associata, ma non suddita, della grande Repubblica di Genova.
Pergamene e vecchie carte riempiono l'archivio del Palazzo Comunale di Noli e, a saperle leggere, vi narrano le infinite, piccole e grandi cose di cui si è nutrita la storia millenaria della città.
Il primo monumento che colpisce il turista è il grigio
Castello Ursino, con una torre di forma tonda, che domina sul monte, donde le mura discendono alla marina. Quelle pietre non hanno età. Già fin da quando gli uomino costeggiavano con imbarcazioni il litorale ligure, qualche gruppo si è fermato nella rada protetta dalle rocce del capo e vi ha posto la propria dimora.
L'altra costruzione cartteristica di Noli è la chiesa romanico-bizantina di
San Paragorio martire, eretta mille anni fa - dice la leggenda - sopra un tempietto pagano dedicato a Nettuno.
Alcune arcate romane, scoperte in prossimità o collocate nel suggestivo giardino cimiteriale che fiancheggia la chiesa, testimoniano anche esse il lungo cammino storico della piccola città sfiorata dalla romana via Aurelia. Più tardi la veneranda chiesa vide il sorgere delle prime libertà della Repubblica.
Nasceva così, nel contrasto tra i feudatari, il libero Comune marinaro di Noli. Era quello il periodo delle Crociate, alle quali Noli recò il contributo delle sue navi per il trasporto dei guerrieri in Francia. A ricordo di quell'epoca rimangono lo stemma della città, (croce bianca in campo rosso) e, in San Paragorio, il colossale crocifisso in legno portato dai crociati.
A quei tempi Noli, vista da mare, doveva apparire come una selva, folta com'era delle 72 rosse torri, strumenti di difesa ed espressione di potenza familiare perchè - a detta della tradizione - poteva erigere la torre solo chi possedeva una nave.
Da allora sono trascorsi tanti secoli, si sono susseguite tante vicende che sarebbe troppo lungo descrivre.
Noli si è inserita, con le città sorelle, nella trama della vita della regione; eppure ha conservato quel particolare che è proprio di una città ricca di storia.
Che cosa c'è a Noli che ammalia il visitatore? Forse la corva dolcissima e falcata dalla rada? La purezza e la tranquilletà delle acque? Le rovine romantiche del castello? O, forse, sono quei pittoreschi vicoli dove a ogni passo si scoprono le basi di antiche torri, e porte e mura, palazzi e archi che formano uno scenario su cui la memoria proietta piccoli e grandi drammi di tempi lontani? >>.

Varigotti

Varigotti il mareDal capo Noli si gode una bella vista della costa fino a Savona: attraversata la galleria sotto il capo, la strada prosegue, taglata nella roccia colorata di rosa e di giallo, a picco sul mare, fino ad una penisoletta coperta di ulivi che contrasta con la natura selvaggia e orrida che la circonda: Il Capo era munito di una fortezza, costruita dai Del Carretto, distrutta nel 1341 dalla Repubblica di Genova e poi ricostruita in un paesaggio brullo e selvaggio, quasi sul mare è la chiesa romanica di S. Lorenzo. Anche nel 1341 fu interrato il porto.

Varigotti le case sulla spiaggiaSi scende alla riva del mare dove Varigotti distende le sue bianche case, molte delle quali di forma quasi cubica, a terrazzo o a volta come quelle arabe. Il paese è suddiviso in varie frazioni, la più antica è a monte, su tre poggi. la strada costeggia una piccola spiaggia su cui si trova un ospizio marino, gira il capo di S. Donato co l'antica torre, sorpassa le rocce dove nidifica la rondine a gola bianca, attraversa una breve galleria e ci offre il paesaggio del Finalese sino a Capo Mele.


Bibliografia e siti consultati:

- Genova e la Riviera Ligure, di Orlando Grosso, Roma 1951
- LIGURIA, collana Meravigliosa Italia, enciclopedia delle regioni, a cura di Valerio Lugani, edizioni Aristea

- www.comune.noli.sv.it
- www.finalborgo.it
- www.varigotti.it

 


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