Itinerari
Itinerario n. 1: da Piazza del Popolo verso via Pia
1 - Piazza Del Popolo
è la più ampia piazza del centro di Savona, i giardini con
i chioschi e i dehors dei bar all'aperto sono uno dei principali
luoghi di ritrovo dei cittadini Savonesi; la piazza è tutta
fiancheggiata da portici.
2 - Scendiamo ora per
la via Paleocapa, che è la principale arteria della città
che da piazza del Popolo scende diritta verso il mare, con
prospettiva sulla torretta, antico simbolo di Savona. Via
Paleocapa è tutta fiancheggiata da portici dove si trovano
le più eleganti vetrine della città, sempre animata dal passeggio
cittadino.
3 - Lungo la via Paleocapa
si apre la piazza Mameli ove
sorge il Monumento ai Caduti. Qui ci fermiamo
ad ammirare il monumento, detto anche Campanassa opera
dello scultore Luigi Venzano porta una campana che tutte le
sere, alle 18, con i suoi 21 lenti e gravi rintocchi, ricorda
ai Savonesi i fratelli caduti per la patria. Il monumento
fu inaugurato nel 1927 alla presenza del Re e maggiori informazioni
sul Monumento e sull'Autore sono reperibile sul sito www.luigivenzano.it
4 - Volgendo a sinistra
della piazza, giungiamo in piazza Diaz, davanti al teatro
Chiabrera, dedicato al poeta savonese Gabriello Chiabrera,
della metà del secolo XIX, eretto in quella che fu l'antica
piazza del mercato, al di fuori delle antica mura cittadine
demolite a segnare l'espansione della città ottocentesca.
Il teatro ha una facciata Neoclassica su due ordini di colonne.
5 - Tornando per via Mistrangelo
verso via Paleocapa, sostiamo un momento alla chiesa di
San Giovanni Battista, che racchiude nel suo antico interno
barocco, notevoli dipinti.
6 - Attraversiamo quindi
la via Paleocapa e proseguiamo per la via Pia, l'arteria più
importante del centro storico medioevale, stretta e tortuosa
affiancata da antichi palazzi nobiliari molti dei quali, come
Palazzo Sormano, si adornano di scolpiti portali marmorei.
7 - Sulla sinistra di
via Pia troviamo la piccola piazza Chiabrera con l'insigne
chiesa di Sant'Andrea e, poco più in là, il Palazzo
Pozzobonello che ospita la pinacoteca civica. La pinacoteca
possedeva un tempo, anche pregievoli collezioni storiche che,
andarono distrutte nell'ultima guerra. Ha però conservato
opere d'arte di noti pittori e inoltre, una bella raccolta
di ceramiche savonesi dei secoli XVI e XVII.
8 - In fondo a via Pia
ecco aprirsi la tipica piazza della Maddalena e la piazza
Della Rovere, la prima con il palazzo Multedo, e la
seconda con l'imponente palazzo Della Rovere, fatto
costruire, nel Rinascimento, dal pontefice Giulio II Della
Rovere, nativo di Savona.
9 - Ecco la torre del
Brandale (sec. XII) nella cui cella campanaria è la "Campanassa",
che ha sostituito la vecchia campana con la quale, nel Medioevo,
veniva chiamato a raccolta il popolo; e poco più in la, le
medioevali torri Riario e Corsi.
10 - Ecco, infine, risalendo
da qui per brevi vicoli, il Duomo e, accanto a questo,
la Cappella Sistina, che Sisto IV, un altro grande
papa nativo della terra savonese, fece costruire in memoria
dei genitori. L'interno del Duomo contiene notevoli
opere di scultura, fra cui il magnifico battistero, recinto
da una balaustra; un bel crocifisso marmoreo; il coro in legno
intarsiato dietro l'altare maggiore, e un mirabile trittico
del pittore nizzardo Ludovico Brea.Un altro splendido trittico,
opera dello stesso Brea e del Foppa, lo ammiriamo nella vicina
chiesa di Santa Maria di Castello, la quale custodisce,
inoltre, un grandioso gruppo in legno della Crocefissione,
scolpito dal savonese F. Martinengo.
Itinerario n. 2: da Lavagnola al Santuario di N.S. della
Misericordia
Savona
si gloria di aver dato ospitalità al papa Pio VII prigioniero
di Napoleone. Per ordine dello stesso Napoleone, nel 1809,
il papa fu prigioniero a Savona nel palazzo di Santa Chiara,
poi nel palazzo Vescovile sino al giugno del 1812 e dopo l'amara
esperienza francese, ricondotto una seconda volta, nel 1814.
Pio VII ritornerà al Santuario di N.S. della Misericordia
per sciogliere il suo voto di riconoscenza alla Madonna per
avergli risparmiato la vita.
L'itinerario si snoda nella valle stretta e sinuosa in un
percorso naturalistico in mezzo al verde degli alberi di conifere
e castagne da Lavagnola, lungo un tragitto scandito da nove
cappellette, affrescate e dipinte da abili maestri, fino alla
basilica di N.S. della Misericordia nella frazione di Santuario.
La basilica ha origine nel lontano 1536 nel luogo dell'apparizione
della Madonna ad Antonio Botta, un umile contadino savonese.
L'alta valle del Letimbro si addentra nel cuore dell'antico
bosco comunale, il grande nemus savonese, un tempo
una delle fonti principali della potenza economica di Savona,
perchè al bosco attingevano le arti paesane, l'industria
navale, le arti del fuoco, i fabbri.
Il 18 marzo 1536 Antonio Botta, anziano contadino della frazione
di San Bernardo, uscì per potare un vigneto, lavandosi
le mani nel ruscello, in ginocchio sulle pietre, vide una
figura celeste di una donna che gli disse: " Levati,
non dubitare ch'io son Maria Vergine". La notizia
si sparse in un baleno: il popolo non tardò a credervi.
Il veggente l'8 aprile successivo tornò sul luogo e
rivide la Vergine che chiese processioni e disciplina e concluse:
"Misericordia voglio e non giustizia". Accadero
miracoli: due bimbi ciechi riebbero la vista.
In luglio il Consiglio Grande della città fece erigere
sul posto un tempio con annesso Ospizio dei poveri. I lavori
terminarono all'inizio del XVII secolo.
Pio VII vi si recò tre volte, nel 1809 durante la prigionia
savonese inflittagli da Napoleone, alla liberazione nel 1814
e infine il 10 maggio 1815 quando incoronò solennemente
la statua della Vergine.

Le cappellette della via del Santuario sono tutte uguali,
di forma classica, un cubo sormontato da una cupola semisferica
rivestita da squame in ardesia, con una sola apertura ad arco
a tutto sesto, oggi protetta da una cancellata in ferro.
Ogni lato misura 3,80 metri e l'altezza totale è di
6,60 metri.
Le pareti bianche o gialle ospitano al fondo un piccolo
altare sopra al quale è posto un affresco.
Prima cappelletta: dopo la chiesetta di San Martino, con
cupola dipinta in azzurro, ha capitelli corinzi; sull'affresco
l'effige della Madonna con grande manto bianco e il Botta.
Seconda
cappelletta: di fronte alla zona del mulino dell'oro,
ha cupola bianca e capitelli di tipo corinzio-composito, non
resta traccia dell'affresco.
Terza
cappelletta: sotto la ferrovia Savona-Torino, vicino a
rocce affioranti, la cappelletta ha una cupola con tracce
di azzurro e capitelli corinzi. Tracce di affresco nella parte
superiore.
Quarta
cappelletta: Di fronte al ponte, posta più in alto
della sede viaria, ha una cupola azzurra con capitelli in
stile corinzio ed un affresco quasi completamente perduto.
Quinta
cappelletta: situata presso l'edicola che segna la metà
del cammino, ridipinta in giallo ocra, con cupola azzurra,
ha capitelli ionici, sopra all'altarino è murato un
pannello ceramico policromo di Giacomo Raimondi di Albissola,
del 1949.
Sesta
cappelletta: all'altezza dell'ex cartiera dei Piccardo,
ha pareti color giallo paglierino, cupola celeste e capitelli
ionici. L'affresco è tra quelli in migliore stato di
conservazione.
Settima
cappelletta: situata presso il ponte Oliviero, dove la
strada inizia a costeggiare la riva destra del torrente Letimbro,
assai degradata, è in parte interrata a causa del rialzamento
del piano stradale, presenta tracce di bianco e paglierino
e di un affresco de "La natività".
Ottava
cappelletta: di fronte al ponte che porta alla piana di
Riborgo, affiancata alla casa Genta, antica panetteria. Restaurata
di recente, è dipinta in giallo ocra, ha capitelli
ionici, un affresco ben conservato che raffigura la terza
apparizione della Vergine.
Nona
cappelletta: la strada sale alla contrada San Bernardo,
la valle si allarga nel Pian del Ponte, si incontra la fontana
detta "Il mascherone" e quindi si arriva alla nona
cappelletta; con pareti di colore beige chiaro, ha cupola
azzurra e capitelli ionici. L'affresco raffigura l'entrata
dei poveri infermi al Santuario, è ben conservato.
Il Santuario mariano, reso suggestivo dal verdeggiante paesaggio,
è ricco di testimonianze di fede e di opere artistiche.
Davanti alla basilica si apre una grande piazza circondata
da alti lecci, a destra si trova l'Ospizio, ora Casa per anziani,
al centro la fontana barocca sormontata da un angelo alato.
La facciata, opera di Taddeo Carlone, in pietra del Finale
e marmo bianco, è più larga in basso, ornata
da lesene, si lega alla parte superiore più stretta
con volute laterali ed una grande finestra tripartita.
Le cappelle interne ospitano opere di illustri pittori quali
Orazio Borgianni (Natività), Domenichino (Presentazione
al tempio), Bernardo Castello (Madonna con Bambino
in gloria di angeli), Giovanni Brusco (Assunta), Gian
Lorenzo Bernini o Stefano Maderno (Visitazione della Vergine).
La preziosa cripta ospita la statua in marmo della Madonna
della Misericordia davanti al genuflesso Botta di G.B. Orsolino.
Tra sacrestia e Ospizio si trova il Museo del tesoro,
che conserva, tra l'altro, la corona d'oro con cui Pio VII
incoronò la Vergine, paramenti, calici, crocifissi
argentei, reliquari, ex-voto, etc.
Il percorso termina alla "Crocetta", prendendo
a sinistra della chiesa, seguendo le stazioni della Via Crucis,
si giunge alla cappella stupendamente affrescata da Bartolomeo
Guidobono, da dove si gode un ampio panorama della valle e
del Santuario.
Itinerario n. 3: Visita al museo Archeologico
di Savona al Primar
La fortezza del Priamar venne fatta costruire dalla repubblica
di Genova tra il 1542 e il 1544, su progetto di G.M. Olgiati,
con lo scopo di proteggere, da un lato, il proprio territorio
da possibili attacchi provenienti dallo stato sabaudo e di
tenere sotto controllo, dall'altro, la città di Savona
che nel 1528 era stata definitivamente sottomessa.
Per far posto ai poderosi bastioni, che valorizzano la posizione
strategica del colle, si distrusse uno dei quartieri più
importanti della città basso medioevale comprendente
tra l'altro, la cattedrale, il palazzo vescovile, il convento
domenicano, le dieci chiese delle confraternite, il castello
di S. Maria. Altre importanti trasformazioni vennero realizzate
nel 1683-85 e nel corso del XVIII secolo; nella fortezza,
utilizzata in seguito come reclusorio, venne incarcerato nel
1830-31, Giuseppe Mazzini che qui ideò La Giovine
Italia.
Dopo un lungo periodo di abbandono e degrado sono stati avviati
dal comune di Savona impegnativi lavori di restauro per il
recupero integrale del complesso monumentale, importante polo
culturale ed artistico dell'intera regione.
Il
civico museo storico-archeologico di Savona è stato
inaugurato nel 1990 in occasione della riapertura al pubblico
di una parte del complesso del Priamar. Gli interventi di
restauro hanno contemplato preliminari indagini archeologiche
in vaste aree del complesso e sono state condotte a cura dell'Istituto
Internazionale di Studi Liguri che oggi gestisce il museo.
Tali ricerche hanno permesso l'acquisizione di importanti
dati relativi alla storia della collina del Priamar che, per
essere stato sede del primitivo insediamento savonese, si
identifica, per tanta parte, con la storia stessa della città.
Il Museo, collocato al piano terra del Palazzo della Loggia,
oggetto di completi scavi, unisce la suggestione del percorso
archeologico all'esposizione dei materiali. L'allestimento
del museo, curato da Guido Canali, si pone in una prospettiva
di continuo rinnovamento per un ncessario ampliamento degli
spazi espositivi e per adeguarne i contenuti scientifici alle
dinamiche dello scavo archeologico e dei lavori di restauro.
Una
suggestiva integrazione tra spazio museale ed area archeologica
permette al visitatore di seguire un percorso a ritrosonel
tempo sia attraversando ambienti che in età successive
ebbero funzioni diverse, sia mediante l'esposizione di reperti
ordinati cronologicamente.
Dalle strutture settecentesche e cinquecentesche del primitivi
vano, che inglobano un più antico ambiente quattrocentesco
di cui è ancora visibile parte di un muro e di una
pavimentazione, si passa nella sala principale del museo,
nucleo originario del castello medioevale. Nell'ultimo ambiente
la ricostruzione di parte della necropoli offre uno scorcio
del Priamar tra tardo antico e alto medioevo.
Quanto
è visibile nelle vetrine riflette alcuni aspetti della
vita millenaria della collina del Priamar: dalle testimonianze
più antiche dell'Età del Bronzo Medio ai reperti
dell'Alto Medioevo, nella prima sala, dalle ceramiche islamiche
e bizantine importate a Savona nel Basso Medioevo alle maioliche
di Età Moderna nella seconda. Non pertinenti alla storia
del Priamar sono invece gli oggetti provenienti dalle collezioni
private (mosaici, reperti ceramici, bronzei, vitrei) visibili
nella prima parte dell'esposizione.
I supporti didattici che aiutano a ripercorrere la strada
della collina del Priamar comprendono anche un audiovisivo
e un CD-Rom interattivo con cui navigare all'interno del complesso
monumentale e del Museo Archeologico.
Civico Museo Storico-Archeologico Complesso monumentale del
Priamar:
Savona, Corso Mazzini, presso il Priamar, tel. e fax: 019-822708
Orario di apertura:
Invernale (1 ottobre - 31 maggio): dal martedì al sabato
10-12,30/15-17, domenica e festivi dalle 15 alle 17, lunedì
chiuso
Estivo (1 giugno - 30 settembre): dal martedì al sabato
10-12,30/16-18, domenica e festivi dalle 16 alle 18, lunedì
chiuso
Bibliografia:
- Liguria, collana: Meravigliosa Italia - Enciclopedia
delle regioni, a cura di Valerio Lugani, edizioni Aristea
- Alla scoperta di Savona, di Giuseppe Marchetti, editrice
Liguria, terza edizione, 1978
- Savona città dei Papi, testo di Almerino Lunardon,
Parco culturale Riviera delle Palme - itinerario n. 4, Marco
Sabatelli editore
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