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Rinascimento a Ferrara - Palazzo Schifanoia

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Ferrara e l'Addizione Erculea

Ferrara Addizione Erculea

  • nel 1451 Borso d'Este, nella zona sud-ovest, fa un primo ampliamento della città

  • nel 1492 il duca Ercole I d'Este affida a Biagio Rossetti il progetto di ampliamento della città, l'Addizione Erculea

  • L'Addizione si basa su un sistema di assi viari ortogonali seguendo due tracciati principali nord-sud ed est-ovest che si incontrano su Palazzo dei Diamanti

  • Fu uno dei primi esempi di speculazione edilizia: le aree agricole espropriate (di proprietà degli Estensi) diventano fabbricabili e aumentano il loro valore

  • Nuovi palazzi rinascimentali fanno da sfondo ai nuovi assi rettilinei della Addizione Erculea

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La scuola ferrarese

A Ferrara, il passaggio da una cultura figurativa sostanzialmente Tardogotica a una aperta alle nuove proposte rinascimentali avviene quando è signore della città Leonello d'Este (1441-1450). Leonello ha marcate inclinazioni intellettuali. Intellettuale è anche la pittura ferrarese: un concentrato di tensioni donatelliane e mantegnesche, di linearismo toscano, di minuzie fiamminghe, di razionalità pierfrancescana.
L'arrivo di Piero della Francesca, secondo il Vasari chiamato a Ferrara da Borso d'Este, il successore di Leonello dal 1450, portò a Ferrara il gusto per la composizione razionale e ordinata basata sulla prospettiva lineare, con le sue opere nella chiesa di Sant'Agostino (oggi distrutta).


Palazzo Schifanoia e il ciclo dei Mesi

Ferrara Palazzo Schifanoia affresco mese di AprilePalazzo Schifanoia, come quelli di Belfiore e di Belvedere, erano "delizie" estensi, luogo di ritrovo per la corte per circostanze di piacere e di svago. Lo dice il nome Schifanoia : "schivar la noia".

Fatto costruire da Alberto D'Este tra il 1385 e il 1391 nell'estremo settore sud-orientale della città, l'edificio viene ristrutturato e ampliato verso la metà del Quattrocento da Leonello e nel 1465 sopraelevato da Borso che decide di affidare a questo luogo la glorificazione della sua immagine.

Nel 1493 Ercole I, in seguito a crolli della struttura, simile a un fortilizio tardomedioevale, fa abbattere la merlatura sostituendola con un cornicione progettato da Biagio Rossetti. Fu Borso a far decorare, a partire dal 1469/70 il salone principale del palazzo col cosiddetto ciclo degli affreschi dei Mesi, riportati alla luce nel 1840, dopo che il salone era stato abbandonato nel Settecento, usato come laboratorio di tabacco - e le pareti coperte da vernici. Dei dodici scomparti originari, tanti quanti i mesi dell'anno e i segni dello zodiaco, ne rimangono solo sette, più un frammento del mese di Dicembre.

Il ciclo elaborato da Pellegrino Prisciani, dotto astrologo di corte, metteva in scena un complesso programma astrologico, che rispondeva agli interessi esoterici della committenza.


......Francesco del Cossa: il mese di Aprile

Ferrara Palazzo Schifanoia affresco Trionfo di VenereOgni comparto è tripartito in fasce parallele: l'inferiore affrescata con scene della vita di corte, dominata dalla figura di Borso; le mediane con il segno dello zodiaco relativo al mese, accompagnato da tre decani (enigmatiche divinità di origine egiziana). Nella superiore campeggiavano gli dei dell'Olimpo su carri trionfali.
Desideroso di concludere la decorazione della sala nel minor tempo possibile, Borso la divide tra vari artisti, forse coordinati dal Tura, all'epoca investito dall'incarico di pittore di corte. Lo lascia supporre l'omogeneità del linguaggio e della composizione.

Francesco del Cossa: il mese di Aprile, il trionfo di Venere...

Francesco del Cossa lavora per Borso d'Este alla decorazione del ciclo dei Mesi in Palazzo Schifanoia e realizza i mesi di Marzo, Aprile e Maggio. In questi tre affreschi, l'impaginazione è costruita entro razionali regole prospettiche secondo l'esoterica sovrapposizione di episodi stabilita dal Prisciani.

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Maria Bellonci - Rinascimento privato - Ed. Oscar Mondatori: La descrizione degli affreschi di Palazzo Schifanoia a Ferrara

Allontanai quei protagonisti e mi richiamai alla mia sala di Schifanoia e il primo incontro fu con Pellegrino Prisciano che aveva suggerito ai pittori quella sala fitta di segni come mai, credo, ne sia stata ideata un'altra. Incredibile il concetto dell'astrologo, del latinista, del grecista che derivava la sua scienza dalla scienza universale.

Era ardimentoso leggere quella storia sulle mura che i nostri pittori, Francesco del Cossa, Ercole de Roberti, Cosmé Tura e una folla di minori, avevano smaltato di colori e di invenzioni. L'ardimento consisteva nel volerli capire. Io in quella pittura ero cresciuta e da sempre ne avvertivo la rarità somma del disegno inciso e scabro, arcaico e germinante insieme, gremito di forze a contrasto.

Ferrara Palazzo Schifanoia affresco mese di MaggioStupiva l'ordinamento razionale del grande racconto che narrava la storia dei mesi, la storia della vita, lasciando sospeso il suo enigma.

Divise le quattro pareti in dodici campi, secondo il numero dei mesi dell'anno, e ciascun campo suddiviso in tre zone orizzontali. In basso si svolgeva la realtà quotidiana, le opere dei campi, le giornate del duca Borso, le feste cittadine.

In alto le allegorie di ciascun mese erano connesse con i miti degli antichi dei, Minerva, Apollo, Giove, Venere, Giunone, Mercurio.

 

Ferrara Palazzo Schifanoia affresco mese di Maggio

Tra le due zone una misteriosa fascia astrologica su fondo azzurro cupo portava segni e figurazioni interpretate secondo fantasie distillate da influssi orientali, fantasie arabiche, egiziane, ebraiche, greche, trasfigurazioni di significati occulti.

Più volte avevo fissato lo sguardo sul mistero del mio mese: Apollo domina sul carro trionfante nella zona alta, tra i poeti e i simboli della poesia e della musica, affiancati da un folto gruppo di gemelli nudi delicatamente ornati di collanine e di talismani ......

 

 

 

Ferrara Palazzo Schifanoia affresco mese di Maggio

 

......In basso il duca Borso sorride ad un cesto di cerase primaticce offerte da un contadino.....

 

 

 

 

Ferrara Palazzo Schifanoia affresco mese di Maggio…E nella fascia di mezzo i due gemelli affrontati equilibrano una scena d'investitura solenne come la trasmissione di un potere sacro.

Mai ero riuscita a scoprire che cosa sottintendesse il suonatore di flauto davanti al quale si inginocchiava un uomo simbolico quasi nudo, con le braccia incrociate sul petto.

Pellegrino mi aveva presagito il significato totale del mio segno: una sovranità nel mondo dell'armonia, una fertilità gloriosa di donna. Nulla finora contraddiceva la profezia e la mia vita sembrava sorgere da un'allegoria benigna.

Ma ora? Era il momento per le figure enigmatiche dipinte da pittori tentati di potenze demoniache di venire avanti, di spegnere i miti degli dei antichi e la solarità della vita terrestre? Dal colore sconvolto della zona mediana misto di tenebre e di azzurro esalava una specie di orrore dal quale non sapevo come salvarmi…

Pagg. 135/136

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